C’è un solo modo per conoscere davvero il paese: camminando. A piedi, lungo le strade principali, deviando per vicoli e gradinate, si trovano portici e palazzi, si scoprono piccole chiese nascoste e grandi parrocchiali, si aprono scorci inattesi sulle piazze e sulla valle, si incontrano donne e uomini custodi di memorie popolari e storie mai raccontate.
Da qualunque parte si giunga a Bussi, l’abitato mostra evidente l’eredità dell’insediamento medievale da cui, senza soluzione di continuità, si sviluppò l’espansione che nella seconda metà del ’900 ridisegnò il paese superando l’argine del fiume.
Due epoche, due storie che si intrecciano lungo le sponde del Tirino. Due capitoli di un unico racconto, da leggere passo dopo passo: salendo via Regina Margherita e via Progresso, su fino alle porte del castello, o percorrendo via Repubblica, la “via nuova” dei verdi parchi, dei bar e ristoranti, delle aree camping e dello sport, dei sapori della tradizione e della musica d’estate.