“Il jazz scorre nelle vene di Bussi da sempre, come il fiume Tirino tra le case. La gente di Bussi è jazz. Così eclettica, fantasiosa, ironica, musicale. Secondo qualche assurda coincidenza cosmica, Bussi racchiude un’anima bop, una vocazione naturale alla performance”.
Nelle parole di Giuseppe Bucci, figlio di uno dei fondatori del più importante evento musicale dell’alta Valpescara, c’è l’essenza di un Festival che è parte dell’identità stessa di Bussi sul Tirino, maturata nell’anima di quei giovani improvvisatori del paese durante le prime timide serate jazz degli anni ’70.
Nel 1986 il salto di qualità, una grande festa con il leggendario Tony Scott, compagno di avventure di Billie Holiday, Parker, Monk, Gillespie, ad aprire la prima edizione di Bussinjazz.
Da allora, il festival ha vissuto anni gloriosi e periodi meno fortunati, fino a tornare al centro delle iniziative musicali più prestigiose in Abruzzo, con straordinarie edizioni nei primi anni novanta, in collaborazione con PescaraJazz. Arrivarono a Bussi i protagonisti della scena di Chicago, dalle moderne scuole di jazz dell’Illinois, il sound di New Orleans ed i giganti del jazz italiano.
Tonino, Marcello, Fernando, “Cocò”, da decenni affermato manager musicale negli USA, Marco, Elio, Salvatore: la storia del festival è anche la loro storia, quella di un gruppo di appassionati e musicisti che hanno creduto in un sogno. Tra loro, Mario Bucci, fine interprete dei toni caldi del contrabbasso, scomparso pochi anni fa, a cui il 30 aprile 2023, giornata internazionale del Jazz, è stata intitolata l’Associazione che oggi organizza BussinJazz.
La manifestazione, che si tiene nelle calde serate d’estate, può contare sulle ampie gradinate della piazza del paese e sull’arena al centro del parco della Quercia rossa per accogliere le note di straordinari interpreti del jazz e un pubblico che ogni anno non fa mancare calore ed entusiasmo agli ospiti nazionali e internazionali.