Nelle Decime papali trecentesche, San Lorenzo risulta essere chiesa parrocchiale, laddove per San Biagio si cita la sola esistenza di una cappella. Ciò basta a far emergere l’importanza, per Bussi, di questa piccola chiesa quasi nascosta nella parte bassa dell’abitato, subito dopo aver attraversato il fiume su via Regina Margherita. Dinanzi all’edificio scolastico, ora anche sede provvisoria del Comune, ci si incammina lungo via Stoviglieri, fino a scorgere, in un vicolo sulla destra, le tre monofore sulla parete laterale di San Lorenzo.
La chiesa è come uno scrigno, che all’interno custodisce bassorilievi provenienti da Santa Maria di Cartignano. La semplice struttura a capanna in blocchi di pietra irregolari a facciavista è sormontata da una “vela” all’angolo che ospitava le campane. Un rosone in miniatura sul portale a tutto sesto, oltre alla cornice marcapiano, è l’unico ornamento alla semplice facciata. L’arco d’ingresso è sorretto da due ordini di paraste prive di decoro, ed è curioso cercare le numerose testimonianze del riuso di materiali preesistenti, nelle decorazioni o iscrizioni sparse in facciata risalenti al IX secolo.