La “fabbrica”, la modernità e lo stipendio sicuro, al riparo dalla fatica dei campi e del lavoro artigiano, in pochi decenni portarono all’oblio molti mestieri che, un tempo, avevano animato e dato prestigio al paese lungo le sponde del Tirino. Tra questi, l'arte di modellare l'argilla, una tradizione che rappresentava una delle espressioni più significative della comunità locale.
Nel XVII secolo, Bussi era un centro di rilevante importanza per la produzione ceramica, un vero e proprio laboratorio creativo che coniugava vitalità e varietà nelle sue produzioni. Si producevano sia opere di maiolica artistica che il tradizionale vasellame da cucina in terracotta. Questa floridezza artigianale portò alla nascita di numerose fabbriche, una delle quali si trovava in via Stoviglieri, cuore pulsante della ceramica locale. Tuttavia, nei primi decenni del XX secolo, l’industria ceramica, che un tempo aveva prosperato, iniziò a declinare, segnando la fine di un'epoca.
Oggi, però, questa antica tradizione sta tornando a vivere grazie all’apertura di una nuova bottega di arte ceramica. Questo ritorno alle radici rappresenta non solo un omaggio al passato, ma anche un’opportunità per riscoprire e valorizzare un'arte che ha contribuito a definire l'identità e la cultura di Bussi.